Interventi

Il campo largo della NATO

20 Gennaio 2026
natosandro


«Noi siamo contro il Patto Atlantico, prima di tutto perché questo Patto è uno strumento di guerra.
Ma il nostro voto è ispirato anche ad un’altra ragione.
Questo Patto Atlantico in funzione antisovietica varrà a dividere maggiormente l’Europa, scaverà sempre più profondo il solco che già separa questo nostro tormentato continente.
Una Santa Alleanza in funzione antisovietica, un’associazione di nazioni, quindi, che porterà in sé le premesse di una nuova guerra e non le premesse di una pace sicura e duratura.
Noi siamo contro questo Patto Atlantico dato che esso è in funzione antisovietica. Perché non dimentichiamo, infatti, come invece dimenticano i vostri padroni di oltre Oceano, quello che l’Unione Sovietica ha fatto durante l’ultima guerra. Essa è la nazione che ha pagato il più alto prezzo di sangue. Senza il suo sforzo eroico le potenze occidentali non sarebbero riuscite da sole a liberare l’Europa dalla dittatura nazifascista.
»

Sandro Pertini (Seduta al Senato del 27 marzo 1949)

Anche il PCI togliattiano votò contro, per poi rimangiarsi tutto con l’accreditamento politico di Giorgio Napolitano, i suoi continui viaggi negli USA, la protezione sotto l’ombrello della NATO, il rifiuto di analizzare i movimenti degli anni '70, compreso la nascita delle BR definite "sedicenti" ma provenienti dalla federazione reggiana secchiana del PCI. Un album di famiglia (direbbe Rossana Rossanda) rimosso a fronte di una fermezza istituzionale contraria ad ogni trattativa sul rapimento di Moro.
Il PCI svolse più di tutti la difesa dell’ordine della borghesia, attraverso la demonizzazione di ogni forma di dissenso attraverso ministri ombra come Pecchioli al servizio del potere.

Oggi ci troviamo di fronte a un conflitto all’interno della NATO, geopolitico ed economico, che vede l’imperialismo americano scontrarsi con gli imperialismi europei.
La Groenlandia è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con il fascista psicopatico che afferma senza mezzi termini che non è reato sparare in faccia ad una radicale.

La società americana alle elezioni di medio termine si sveglierà?
Non che l’America dei democratici fosse più tollerante nei confronti del dissenso. Una società violenta da sempre, dallo sterminio degli indiani alla guerra del Vietnam al massacro degli studenti nelle università.

Tuttavia Trump rappresenta un soggetto psicopatico e fascista, dove non c’è possibilità di mediazione, perché se è giusto sparare a una donna solo perché è radicale, dove può esserci la mediazione?

Trump innesca un corto circuito politico e sociale pericoloso, dove a fronte di una mancanza di direzione rivoluzionaria delle masse, ognuno cercherà di farsi giustizia da solo.

Credo che ahimè il trumpismo fascista sarà sconfitto non dalle mobilitazioni di massa (che possono al massimo dare una spinta) ma dal capitalismo bonsai progressista che in Europa come in America preferirebbe una pace nei mercati internazionali, perché il capitalismo e l’imperialismo occidentali – e non solo occidentali – preferiscono da sempre la pace dei padroni, l’unica a creare profitto.

La politica dei dazi ha il fiato corto, anche se per il movimento operaio un nuovo fronte liberalprogressista capitalista dal punto di vista sociale continuerebbe il massacro nei suoi confronti, come si è potuto vedere in questi decenni.

Alex Braccio

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