Internazionale
Terzo congresso della LIS. Dichiarazione sul Sahara Occidentale
19 Gennaio 2026
Considerando che:
Da cinquant'anni la monarchia e il regime autoritario marocchino occupano il Sahara Occidentale con repressione, violazioni dei diritti umani, saccheggio delle risorse – come il fosfato e la pesca – ad opera di aziende multinazionali ed europee, e con la distruzione e inquinamento della natura in una situazione di aggressione bellica.
Anche la Spagna è responsabile storicamente della colonizzazione, e lo è attualmente, perché il governo di Pedro Sánchez ha accettato il piano di autonomia di Mohamed VI.
L'imperialismo statunitense ed europeo avallano l'occupazione con la complicità della missione MINURSO dell'ONU, che non ha organizzato il referendum di autodeterminazione – il che viene usato per giustificare la sua presenza – né ha protetto la popolazione saharawi sotto occupazione.
I confini imposti dal colonialismo, dal saccheggio e dai regimi reazionari possono essere superati solo attraverso la lotta della classe lavoratrice, dei giovani e dei popoli oppressi, per un'Africa libera dall'imperialismo, dalle monarchie, dalle occupazioni e dal capitalismo dipendente.
L'autodeterminazione saharawi deve essere integrata in una prospettiva di trasformazione socialista regionale, continentale e mondiale.
Le lotte dei popoli saharawi e palestinese sono accomunate dallo stesso obiettivo della libertà nel proprio territorio oggi usurpato.
Il terzo congresso della LIS delibera di:
1) Rifiutare la proposta di “autonomia” sotto la sovranità marocchina, le richieste del Marocco nel vertice segreto con la Spagna di appropriarsi dello spazio aereo saharawi e qualsiasi tentativo di legalizzare l'occupazione.
2) Esigere l'annullamento di tutti gli accordi stipulati senza la partecipazione del popolo saharawi e del suo interlocutore legittimo, il Fronte Polisario.
3) Esigere che sia garantito il referendum per l'autodeterminazione.
4) Denunciare i complici dell'occupazione, sostenere la mobilitazione e promuovere campagne internazionali di solidarietà, invitando le organizzazioni dei lavoratori, dei giovani e popolari a coordinare azioni congiunte di solidarietà con il popolo saharawi e palestinese.








