Interventi
La FT e il terzo congresso della LIS. Su un articolo che non contribuisce in nulla e confonde tutto
9 Gennaio 2026
Il terzo congresso della nostra Lega Internazionale Socialista, tenutosi a Istanbul, ha rappresentato un grande passo avanti nella politica del raggruppamento dei rivoluzionari di tutto il mondo sulla base di importanti accordi politici, di un programma anticapitalista e comunista, di una strategia rivoluzionaria e di un metodo indispensabile: mettere in primo piano tutti questi accordi, rispettando le provenienze e le esperienze di tutti e sapendo allo stesso tempo convivere con sfumature o differenze parziali, che come in ogni organizzazione rivoluzionaria viva, possono sempre esserci. È questo metodo che ha permesso di realizzare un congresso storico. Storico perché va in senso contrario rispetto a un contesto di frammentazione e divisione che riguardano altre forze. Un congresso con delegati provenienti da trentotto paesi, con la presenza di tutti i continenti, altre organizzazioni esterne invitate e la prospettiva di continuare ad avanzare nel tempo a venire, fra le grandi sfide che la complessa situazione internazionale ci pone davanti. Il passo che abbiamo compiuto in questo terzo congresso è importante, e allo stesso tempo è un apporto a questo obiettivo, ma c'è ancora molto da fare sulla strada della costruzione di una grande internazionale e di un maggiore raggruppamento rivoluzionario. Continueremo a fare, nei limiti delle nostre possibilità, tutto il necessario per contribuire a questo compito.
Ora, mentre condividiamo pubblicamente le conclusioni con migliaia di lavoratori e giovani di diversi paesi del mondo, il congresso ha evidentemente attirato l'attenzione di altre organizzazioni. Purtroppo, nel caso della Frazione Trotskista del PTS argentino (FT), ora ribattezzata Corrente Rivoluzione Permanente (CRP), si è reso necessario scrivere in fretta e furia un testo che consideriamo di bassissimo livello politico, firmato da Nathaniel Flakin (1). Il testo esprime un misto di incomprensione politica dei compiti del momento, falsità, calunnie e un metodo piuttosto insolito: una nota che riguarda il terzo congresso della LIS ma che non fa riferimento ad alcuna delle sue risoluzioni né ai suoi testi politici e programmatici presentati al congresso, che sono tutti pubblici ed erano a disposizione dell'autore, il quale non ha speso nemmeno un minuto per leggerli. Da qui la scarsa profondità e la totale mancanza di serietà che caratterizzano i suoi commenti e le sue false accuse.
Ma passiamo alle questioni centrali che il testo della Frazione Trotskista (CRP) ci propone. Già dal titolo e dall'introduzione, la sua incoerenza è molto evidente. Il testo si chiede: su quale base si uniscono le diverse correnti all'interno della LIS? E anticipa che spiegherà le «deboli» basi del nuovo raggruppamento. Onestamente, bisogna essere molto poco seri per iniziare un articolo parlando di debolezza in riferimento a un congresso che ha fatto passi avanti nell'unità internazionale dei rivoluzionari sulla base di un accordo sui principali fatti della lotta di classe degli ultimi tempi e sulla base di un Manifesto programmatico di enorme profondità, che fa riferimento non solo alla situazione internazionale attuale ma a ogni punto politico e programmatico della strategia rivoluzionaria comunista mondiale.
L'autore dell'articolo ha avuto il tempo di inventare dibattiti storici e attuali privi di qualsiasi fondamento, ma non ha avuto il tempo di leggere, studiare seriamente e, se non altro, esprimere un'opinione coerente o una critica su tutto ciò che il nostro congresso ha discusso e deciso. La verità è che fare un bilancio o esprimere opinioni senza basarsi sui documenti e sulle risoluzioni vere e proprie è, esso sì, un metodo debole ed estraneo all'internazionalismo rivoluzionario. Per questo motivo, in questa nota di risposta riproponiamo il nostro Manifesto programmatico e all'insieme dei nostri documenti e risoluzioni (2), affinché tutti i lettori possano prenderne visione. E per vedere se, nel caso in cui la FT (CRP) volesse davvero avviare un dibattito serio, inizierà intanto a leggerli e a fare riferimento al loro contenuto reale. Questo sarebbe un buon metodo e uno scambio positivo, al quale noi della LIS siamo sempre disponibili.
Allo stesso tempo, l'articolo cerca di negare i progressi compiuti nel terzo congresso della LIS, ma finisce per apportare i propri malintesi sul tema della guerra in Ucraina. Senza dimostrarlo in alcun modo – perché sarebbe impossibile farlo – il testo accusa la LIS di posizioni filo-NATO e di dichiarazioni confuse sull'argomento. In questo dibattito, l'autore dell'articolo abbandona semplicemente, così come la sua corrente internazionale, un principio chiave del movimento rivoluzionario nelle guerre: il diritto all'autodeterminazione dei popoli. Non è la LIS ad avere confusione, poiché abbiamo sempre difeso il diritto del popolo ucraino a difendere il proprio territorio e allo stesso tempo lo abbiamo fatto in modo indipendente e critico nei confronti del governo di Zelenskij, e denunciando tutte le azioni e i piani della NATO. È la Frazione Trotskista (CRP) che fin dall'inizio ha abbandonato i lavoratori ucraini negando loro il diritto di difendersi dall'invasione di una potenza imperialista. Al contrario, come LIS abbiamo sempre sostenuto questa posizione sul carattere di questa guerra: «La guerra combina due processi. Da un lato l’invasione da parte di una potenza imperialista di un paese semicoloniale, o intermedio, che è stato storicamente oppresso dal primo, e la giusta resistenza del popolo ucraino in difesa della propria autodeterminazione e sovranità. Dall’altro lato, una concentrata intensificazione della lotta interimperialista tra Russia e NATO che cercano di spingere i rispettivi interessi imperialisti a costo delle vite dei lavoratori russi e ucraini.» (3).
Di fronte a questo contesto, l'unica politica corretta e rivoluzionaria è quella di rispondere a questa realtà combinata e complessiva. La FT (CRP) non ha una linea corretta rispetto a questa guerra, e non ha nemmeno un solo militante in Ucraina né in tutta la regione. Logico, considerando che la sua posizione, anche se cerca di nasconderla, è sempre stata quella di capitolare all'imperialismo russo e invasore di Putin.
UNA STORIA (INVENTATA) PER DIVIDERE
L'articolo della Frazione Trotskista, che pretende di fare il punto sulla situazione della LIS, è scritto inoltre con un autopercepito senso di autorità che porta l'autore a fare il bilancio dei percorsi delle diverse organizzazioni della LIS e delle altre organizzazioni che si sono unite ad essa in questo terzo congresso. Purtroppo, anche su questo punto il metodo della FT unisce un misto di falsità e rifiuto di un dibattito serio.
Per fare un esempio, vengono avanzate tutta una serie di calunnie sulla nostra sezione in Ucraina, e lo si fa senza conoscere affatto la Lega Socialista Ucraina (sezione della LIS), quale politica porta avanti, chi ne fa parte, né quali attività svolge. Ciò che scrive l'autore sono solo chiacchiere. L'autore, in maniera sgradevole, fa sue le vecchie parole senza senso del SEP turco e le ripete: «Il problema più grande, come ha segnalato il SEP quando si è separato dalla LIS nel 2022, è che Vernik attualmente siede con nazionalisti di estrema destra ed elogia persino il leader fascista ucraino Stepan Bandera». Il minimo che si possa dire è che bisogna essere completamente irresponsabili e disonesti per scrivere una tale barbarie e una tale calunnia contro un militante comunista ucraino che si trova in un paese invaso. Queste accuse assolutamente false hanno origine da gruppi putiniani e sono finanziate da quell'apparato per diffonderle. È quindi incredibile che l'autore della FT le ripeta, le citi e le faccia proprie, dimostrando un metodo terribile. La sezione ucraina della LIS è orgogliosamente composta da onesti lavoratori e giovani comunisti che non hanno nulla a che vedere con alcun nazionalismo di estrema destra, questione che non vale nemmeno la pena dimostrare, né vale la pena rispondere, dato il ridicolo di tale accusa. Inoltre, l'articolo fa anche riferimento, a titolo di calunnia, a fatti accaduti molti anni fa, attraverso cui cerca di screditare i militanti comunisti ucraini. Si tratta di fatti molto lontani nel tempo e sui quali non abbiamo alcun problema a istituire, se necessario, un tribunale indipendente che chiarisca tutto e metta le cose al loro posto.
Per fare un altro esempio, nel caso dell'Argentina, l'autore della FT (CRP) inventa chiaramente una storia che non regge ad un'analisi minimamente approfondita, quando afferma che il MST si è unito nel 2019 al FIT-U dopo anni di apparentamenti presuntamente dal carattere non comunista. Ricordiamo che, in primo luogo, la storia ci dice che il primo "Frente de Izquierda" in Argentina è stato costituito dal MST nel 1993, allora insieme al Partido Obrero. Il FIT è poi rinato nel 2011 e, come i suoi stessi membri riconoscono pubblicamente, è stato creato solo per superare gli ostacoli di una legge elettorale proibitiva, e da allora è sempre stato solo questo: un fronte elettorale. Ricordiamo anche che dal 2013 in poi, a partire delle elezioni di quell'anno, abbiamo inviato ripetutamente come MST al FIT proposte, lettere e richieste di incontri per promuovere l'unità della sinistra anticapitalista e comunista, e lo stesso abbiamo fatto in vista delle successive elezioni del 2015 e del 2017. In tutti i casi, un infantilismo settario del FIT di allora (PTS-PO-IS) ha respinto questa unità necessaria. Quando è stato possibile per il MST entrare nel FIT? Dopo due importanti elezioni provinciali nelle province di Córdoba e di Santa Fe, dove il MST ha conquistato un seggio nella prima e ha praticamente eguagliato il FIT in voti nella seconda. Solo allora, e solo per calcoli elettorali, il PTS – che guida la FT – ha dovuto prendere in considerazione il MST e aprirsi a un accordo tardivo, che avrebbe potuto essere realizzato anni prima, se non avessero agito con una logica elettoralista e allo stesso tempo di chiusura. Aggiungiamo inoltre che l'autore falsifica anche il dibattito passato e presente sui cosiddetti partiti ampi. Quando vorrà discutere veramente l'argomento, potrà iniziare leggendo il documento relativo discusso al terzo congresso della LIS.
Non continueremo a rispondere ad altri esempi passati ai quali si fa riferimento nell'articolo. Né alla sua versione poco seria della storia dell'OTI, che di passaggio minimizza e accusa di aver «avuto affiliazioni internazionali sporadiche». O il riferimento alla L5I, che accusa di «essere scivolata lentamente verso posizioni socialscioviniste». Né risponderemo all'assoluta ignoranza che il testo esprime rispetto ai nostri compagni di The Struggle del Pakistan, dei quali dicono che «prima di unirsi alla LIS, la maggioranza sembra essersi già separata dalla LIS nel 2023, ma non siamo riusciti a trovare molte informazioni al riguardo». In altre parole, l'autore dell'articolo della FT non ha idea di ciò di cui parla, ma esprime comunque la sua opinione, perché in ogni caso parlare non costa niente. Abbiamo fornito abbastanza esempi di un metodo talmente sbagliato e fuorviante.
Non approfondiremo ulteriormente questioni storiche così lontane nel tempo. Ci limitiamo a fornire questi esempi come risposta, senza fare altri riferimenti, perché non condividiamo il metodo di relazione tra correnti anticapitaliste e comuniste sulla base del bilancio dei decenni passati. Si tratta di una strada che non porta da nessuna parte e che viene utilizzata solo da quelle correnti che non cercano di avanzare verso alcun processo di unità, ma piuttosto di porre ostacoli, impedimenti e pretesti per non esser parte di nessun processo di unità reale e leale, e per continuare a percepirsi "l'unica" corrente rivoluzionaria, nonostante siano una forza molto limitata e fragile a livello internazionale, con evidenti errori politici e metodologici nel loro percorso, proprio come ne hanno avuti diverse altre correnti. Nessuno è stato esente, né lo è, dal commettere errori. Il problema è quali conclusioni se ne traggono e come si procede in modo positivo.
IL PUNTO DI FONDO: LA FT SI RIFIUTA DI RAGGRUPPARE I RIVOLUZIONARI
Tra gli aspetti di grande importanza che l'articolo cui facciamo riferimento trascura vi è il nostro appello alla prosecuzione del raggruppamento dei rivoluzionari di tutto il mondo. La nostra risoluzione del terzo congresso afferma chiaramente: «Rivolgere tale appello unitario alle organizzazioni, ai partiti o ai gruppi nazionali che si dichiarano anticapitalisti, comunisti e rivoluzionari, in particolare alle forze internazionali del campo trotskista aperte al dibattito su un raggruppamento internazionale. Ci proponiamo di andare avanti con tutti coloro che sono disposti a convergere sulla base di accordi nel presente sui principali processi della lotta di classe, un programma per l'azione rivoluzionaria e di transizione al socialismo e, fondamentalmente, sulla base di un sano centralismo democratico, che punti sull'intervento politico centralizzato, campagne militanti e la costruzione di partiti rivoluzionari in ogni paese, pur dando forte peso all'aspetto democratico, al dibattito collettivo, al rispetto delle differenze e delle sfumature, e rispettando le organizzazioni nazionali, i loro ritmi, le loro dinamiche e le loro direzioni».
Purtroppo, invece di proporre un approfondito scambio di opinioni su questo tema, l'intera impostazione e struttura dell'articolo della FT (CRP) e, di conseguenza, la sua posizione politica e il suo metodo di costruzione internazionale, sono determinati da un problema centrale: il rifiuto della politica di riunire i rivoluzionari internazionalmente. La FT non dà alcuna importanza a ciò che è chiaramente una necessità vitale: compiere i maggiori sforzi politici e metodologici per unire le organizzazioni anticapitaliste e comuniste sulla base di accordi politici e programmatici profondi.
La FT (CRP) ripete così il metodo di altre correnti del trotskismo che vivono di rottura in rottura e di crisi in crisi. Ossia chiudersi in un metodo di costruzione attorno a un partito nazionale un po' più sviluppato (in questo caso il PTS argentino) e pretendere da lì di costruire un'internazionale omogenea al 100%, a immagine e somiglianza del partito centrale, sotto l'insolito nome di «internazionalismo organico», che è piuttosto un eufemismo per indicare il pensiero unico e il monolitismo. A partire da questa concezione, la FT vive nella convinzione errata che al di fuori di essa non ci siano correnti rivoluzionarie né altre esperienze preziose provenienti da tradizioni diverse. Con questo metodo di costruzione si vedono gli altri come, nel migliore dei casi, correnti centriste, o nel peggiore dei casi, correnti tendenti al riformismo. Accreditando in ultima analisi la tesi dannosa di credere di essere gli unici rivoluzionari.
Tanto è vero che l'articolo della FT (CRP) giunge a una definizione insolita, quando accusa la LIS in questo modo: «Questo internazionalismo folcloristico (basato sulla “coesistenza” sulla base di “differenze parziali”) non ha nulla a che vedere con il tipo di lotta rivoluzionaria unitaria incarnata dall'Internazionale Comunista del 1919 o dalla Quarta Internazionale del 1938». Difficilmente potremmo trovare una definizione così lontana dalla storia del vero internazionalismo rivoluzionario. In primo luogo perché, come abbiamo già spiegato, la LIS si basa su profondi accordi politici, programmatici e strategici. Chi lo nega, come in questo caso la FT, nega la realtà. In secondo luogo, questi accordi convivono con discussioni aperte, sfumature o differenze parziali, come è sempre stato nel movimento rivoluzionario. Non sappiamo da dove l'autore dell'articolo abbia tratto una storia delle organizzazioni internazionali del passato in cui non ci fossero differenze. Sia nel Partito bolscevico che nella Terza Internazionale, Lenin, Trotsky, Bucharin, Zinoviev, Kamenev, Rosa Luxemburg e altri importanti dirigenti discutevano e polemizzavano, c'erano votazioni non unanimi, c'erano dibattiti politici e teorici con posizioni diverse. Erano folcloristici? No, erano rivoluzionari che praticavano un internazionalismo reale, vivo, aperto: l'unico metodo di costruzione internazionale che una grande organizzazione può cercare di realizzare, senza accontentarsi di costruire una piccola corrente monolitica.
Questo è il dibattito centrale che oggi gran parte delle correnti che provengono dal trotskismo, compresa la FT (CRP), non comprendono. La necessità di costruire un polo rivoluzionario internazionale che abbia un peso in diversi paesi richiede un metodo di raggruppamento dei rivoluzionari paziente, che preveda accordi politici e programmatici, rispetto per le diverse esperienze e tradizioni. Ponendo al centro gli accordi sulla situazione presente e le linee strategiche per il futuro, e non i bilanci dei decenni passati, che non sono gli stessi per ogni organizzazione. In sintesi, l'esperienza dimostra che il metodo di credersi “la corrente rivoluzionaria”, che abbia verità rivelate, è ormai superato. Questo metodo porta solo agli stessi problemi che abbiamo visto negli ultimi decenni, e che si esprimono, sempre più spesso, in una maggiore frammentazione e divisione. Qualcosa che forse la stessa FT (CRP) non sarà esente dal subire in futuro, se non comincerà a comprendere la profondità del dibattito e la realtà di altre esperienze recenti.
Per tutti questi motivi, noi della LIS continueremo ad andare avanti in un processo autentico di costruzione internazionalista e di raggruppamento rivoluzionario con tutti quei dirigenti e quelle organizzazioni che sono disposti ad assumersi questa sfida. Pertanto, al di là di questa necessaria risposta a un articolo che consideriamo profondamente errato, dal punto di vista sia politico che metodologico, non abbiamo nessun problema a discutere pubblicamente questo tema con la FT (CRP), organizzando assemblee, incontri o dibattiti sulla politica internazionale e sui diversi metodi di costruzione. A tal fine sarebbe utile che la FT (CRP) fornisse, se ne ha, il suo programma e i suoi testi strategici. In questo lungo e sbagliato articolo che ci hanno dedicato, infatti, non ne fanno assolutamente riferimento. Possiamo tenere apertamente un grande dibattito di fondo tutte le volte che sarà necessario. Sebbene il vostro articolo esprima chiaramente il rifiuto di un processo di raggruppamento che è invece così decisivo, vi invitiamo a riflettere ancora una volta su tutto questo e ad aprirvi, prima o poi, a un vero scambio e dibattito approfondito su tutte queste questioni, che riguardano le prospettive e il futuro della rivoluzione socialista mondiale.
(1) Debates. LIS, LFI, ITO: tendencias trotskistas que se unen, pero ¿sobre qué base?, pubblicato su laizquierdadiario.com
(2) I documenti del congresso sono in via di traduzione anche in lingua italiana, e verranno pubblicati su questo sito (ndt)
(3) La guerra in Ucraina due anni dopo l’invasione russa, https://www.pclavoratori.it/files/index.php?obj=NEWS&oid=7692








