Internazionale

Terzo congresso LIS. Contro l'escalation di Trump in Venezuela, Colombia e America Latina

5 Gennaio 2026
risoluzionevenezuela


L'escalation imperialista organizzata da Trump contro il Venezuela continua in crescendo: è iniziata con sanzioni dannose per tutto il popolo e con una taglia sulla testa dei governanti venezuelani. È proseguita con lo schieramento di un cordone militare aeronavale, ed è proseguita con l'affondamento di imbarcazioni e l'uccisione dei loro equipaggi con l'accusa di essere “narcotrafficanti”, senza prove né procedimenti legali di alcun tipo.

Dalla fine di novembre Trump ha imposto un “divieto” di voli da e verso il Paese, creando una zona di interdizione al volo. Si è detto disposto ad avviare azioni armate via terra e via aria (senza specificarne il tipo) per agire contro presunti obiettivi “narco” e contro il governo di Maduro, che ha definito “narcoterrorista”, e al quale ha dato un ultimatum affinché abbandoni il potere.

Le minacce e le aggressioni del governo statunitense colpiscono in secondo luogo la Colombia, con attacchi alle imbarcazioni nel Pacifico, e avvertendo il Messico, mentre vengono imposte condizioni nei Caraibi. Con la scusa del narcotraffico, Trump afferma che agirà militarmente in qualsiasi paese dell'America Latina, mentre d'altro lato cerca di installare altre basi militari, come sta tentando di fare nelle isole Galapagos dell'Ecuador, con il governo di Noboa, cosa che è stata respinta dalla maggioranza del popolo ecuadoriano in un referendum popolare.

Il Terzo congresso della Lega Internazionale Socialista respinge fermamente le minacce e le aggressioni interventiste dell'imperialismo statunitense. Ci pronunciamo a favore della difesa della sovranità nazionale venezuelana e di qualsiasi nazione latinoamericana o caraibica, contro le azioni di Trump, il cui scopo è quello di rafforzare il dominio e il controllo neocoloniale degli Stati Uniti nella regione, aumentare lo sfruttamento delle sue risorse, dettare le linee politiche e controllare ciò che considerano il loro “cortile di casa” nella disputa geopolitica con Cina e Russia.

La nostra posizione antimperialista non significa affatto alcun tipo di sostegno al governo di Maduro, al quale ci opponiamo in quanto comunisti rivoluzionari, poiché è un governo burocratico-capitalista con politiche autoritarie, repressive e antioperaie, oltre che illegittimo. La soluzione alla crisi venezuelana non verrà né dall'opposizione borghese né da un intervento yankee. La soluzione può essere forgiata solo all'interno del popolo venezuelano e della classe lavoratrice venezuelana, a condizione che essa si riorganizzi, si mobiliti in unità d'azione e recuperi la sua capacità di lotta, dotandosi di una vera direzione rivoluzionaria per la conquista del potere e la trasformazione democratica e anticapitalista del paese. E di farlo congiuntamente alla lotta antimperialista di tutti i popoli latinoamericani. Ci sembra contraddittorio che mentre gli Stati Uniti bloccano e aggrediscono militarmente il Venezuela, la Chevron Texaco continui a mantenere i suoi affari petroliferi in Venezuela con l'autorizzazione sia di Maduro che di Trump.

Le politiche del governo Maduro-militari-PSUV hanno aperto la strada alla destra padronale e filoimperialista, e nello stesso tempo portando all'estremo il supersfruttamento dei lavoratori. Invece di ripristinare le libertà democratiche e i diritti sociali sottratti al popolo, il governo approfondisce la povertà e intensifica la repressione, portando ampi settori sociali a preoccuparsi più di un cambiamento di governo, in qualsiasi modo, che del mantenimento dell'integrità territoriale del paese. Il governo di Maduro non prepara realmente il popolo alla resistenza e alla difesa della sovranità nazionale, ma al contrario dà respiro al discorso della destra filointerventista.

Per tutti questi motivi, di fronte alla situazione venezuelana e al preludio di quello che potrebbe diventare un'intervento imperialista più diretto in Venezuela,

stabiliamo di:

1. Condannare gli attacchi omicidi ordinati da Trump contro imbarcazioni e cittadini venezuelani e colombiani. Respingere le minacce e le aggressioni del governo Trump contro il Venezuela, così come contro la Colombia e gli altri popoli latinoamericani e caraibici. Esigere il ritiro immediato delle forze aeronavali e delle truppe che minacciano il Venezuela nei Caraibi.

2. Chiedere ai governi e agli organismi dell'America Latina e del mondo una posizione davvero ferma di condanna e di protesta contro le azioni piratesche e interventiste del governo degli Stati Uniti.

3. Chiedere al governo venezuelano la fine della repressione contro i lavoratori e il popolo, la liberazione dei prigionieri detenuti per le loro idee politiche, per aver protestato o lottato in difesa dei diritti del popolo venezuelano. Chiediamo il ripristino immediato dei diritti salariali e lavorativi violati nei confronti della classe lavoratrice e la riapertura dei meccanismi democratici che consentano le condizioni necessarie per riorganizzarsi e difendere il Paese, nonché per riottenere la capacità di decidere del proprio destino. Allo stesso modo, chiediamo che venga facilitato l'accesso agli spazi pubblici e ai mezzi di comunicazione affinché possano esprimersi anche tutte le voci e gli elementi antimperialisti non legati al governo, con le loro posizioni e le loro proposte per affrontare l'aggressore yankee.

4. Promuovere una campagna internazionale di mobilitazione contro l'intervento USA e di solidarietà con il Venezuela e la Colombia, comprese le mobilitazioni di protesta all'interno degli Stati Uniti per fermare Trump. Rifiutare la presenza di basi militari straniere nei nostri paesi.

Stop alle aggressioni di Trump! No all'intervento imperialista in Venezuela, nei Caraibi e in America Latina!


Dicembre 2025

Approvato dal III congresso mondiale della LIS

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