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No all'aggressione imperialista del Venezuela! Memoria storica, internazionalismo e mobilitazione
3 Gennaio 2026
Pubblichiamo un articolo della sezione panamense della LIS. Non sarà forse una coincidenza il fatto che nella stessa data di oggi, trentasei anni fa, un'altra "operazione speciale" dell'imperialismo a stelle e strisce – anche in quel caso giustificata dall'eterna guerra al narcotraffico – condusse all'arresto del dittatore panamense Manuel Noriega, dopo poche settimane dall'invasione del paese. Lo stesso Noriega che fino a poco prima e per molti anni era stato fedele e corrotto manutengolo delle macchinazioni degli USA in America Centrale, a partire dalle aggressioni al Nicaragua.
La sezione panamense della Lega Internazionale Socialista condanna con forza l'aggressione imperialista degli Stati Uniti contro il Venezuela, perpetrata con il falso pretesto della “lotta al narcotraffico”, della “sicurezza emisferica” e della presunta “difesa della democrazia”. Si tratta di una nuova escalation militare al servizio degli interessi del capitale imperialista, che cerca di reimporre con la forza il proprio dominio sull'America Latina, controllare le risorse strategiche e schiacciare qualsiasi tentativo di sovranità relativa che sfugga alla sua tutela, anche a costo della vita di migliaia di civili innocenti.
Il popolo panamense conosce in prima persona questa politica criminale. Il 20 dicembre 1989 Panama è stata invasa dalle truppe statunitensi, che hanno causato migliaia di morti e dispersi, interi quartieri rasi al suolo, come El Chorrillo, e una ferita storica che rimane ancora aperta. Quell'invasione, giustificata anche in nome della “difesa della democrazia” e del presunto ripristino dell'ordine istituzionale, ha significato in realtà la morte di una popolazione civile indifesa e l'imposizione violenta di un progetto politico ed economico subordinato a Washington.
Oggi l'imperialismo ricicla lo stesso discorso per attaccare il Venezuela, dimostrando la sua assoluta ipocrisia nell'aver sostenuto, protetto e appoggiato politicamente regimi profondamente legati al narcotraffico, come quello dell'ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández, alleato strategico degli Stati Uniti per anni. La cosiddetta “guerra alla droga” non è altro che uno strumento di intervento militare che lascia dietro di sé distruzione, sfollamenti e perdita di vite innocenti, mentre si coprono governi funzionali all'imperialismo.
Questa offensiva si inserisce inoltre nella nuova dottrina imperialista promossa da Donald Trump, basata sull'uso aperto della forza militare, sul disprezzo del diritto internazionale e sull'unilateralismo aggressivo. Secondo questa dottrina, la “democrazia” diventa un semplice esperimento imposto con il sangue e il fuoco, in cui i popoli pagano con morti, distruzione e miseria le sperimentazioni geopolitiche dell'imperialismo.
In questo contesto, denunciamo con fermezza la posizione arrendevole del governo di José Raúl Mulino, che è arrivato a dichiarare sul suo account X il suo sostegno al cosiddetto “esperimento democratico”, legittimando così l'aggressione imperialista e l'uso della forza militare come metodo politico. Questa posizione implica avallare la perdita di vite innocenti, la distruzione di interi paesi e la negazione del diritto dei popoli di decidere il proprio destino. Questa capitolazione tradisce la memoria delle vittime del 1989 e pone nuovamente Panama dalla parte dell'imperialismo e non dei popoli aggrediti.
Da una posizione comunista rivoluzionaria, internazionalista e di classe, affermiamo che non esiste democrazia possibile sotto le bombe imperialiste né alcuna liberazione imposta dagli eserciti di occupazione. La difesa del Venezuela dall'aggressione imperialista è indissolubilmente legata alla lotta contro il capitalismo, l'imperialismo e i suoi agenti locali. Solo la mobilitazione consapevole e organizzata della classe lavoratrice e del movimento di massa può affrontare la guerra imperialista e aprire una via di emancipazione dal basso.
Facciamo appello alla classe lavoratrice, ai giovani, ai sindacati, ai movimenti popolari e a tutta la sinistra combattiva affinché promuovano azioni di protesta, mobilitazione e solidarietà attiva che si sommino alle giornate internazionali contro l'intervento yankee. Il ricordo di Panama nel 1989 e la resistenza del popolo venezuelano oggi devono trasformarsi in forza materiale per sconfiggere l'offensiva imperialista e i governi servili che la giustificano.
Abbasso l'imperialismo yankee!
Contro l'invasione di ieri del Panama e contro l'invasione di oggi del Venezuela!
No alla farsa della “lotta al narcotraffico” e dell'“esportazione della democrazia” imperialista!
No alla nuova dottrina di guerra di Trump in America Latina!
Contro i governi servili, mobilitazione e lotta di massa!
Per l'internazionalismo e l'autodeterminazione dei popoli!








