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La corsa mondiale al litio e al cobalto

19 Marzo 2024

Saccheggio della natura e super sfruttamento coloniale. La vera ragione della nuova attenzione per l'Africa

litiocobalto


Sulla grande stampa borghese dilaga il dibattito sul Green Deal europeo: tempi, modalità, investimenti necessari per la necessaria transizione ecologica. Su tutta la linea è in azione una frenata più o meno brusca rispetto alla retorica ambientalista di qualche anno fa. Le pressioni combinate della borghesia industriale europea e delle corporazioni padronali dell'agricoltura hanno prodotto i loro effetti. Ritorno dei pesticidi, svuotamento dell'obbligo di riposo per il 4% dei campi, scomparsa della riduzione dei gas serra agricoli del 30% entro il 2040, revisione dei tetti alle emissioni di scarico per l'automotive, svuotamento delle normative promesse su plastica e imballaggi, introduzione del gas come investimento “sostenibile”, sostegno alla tecnologia CCS (cattura e stoccaggio del carbonio)...

Su ogni terreno indietro tutta. Il principale partito borghese europeo, il Partito Popolare Europeo, è il primo propulsore della svolta, nel nome della competitività dell'Europa di fronte alla concorrenza americana e cinese. Il Partito Socialista Europeo, che oggi governa col PPE la commissione UE, segue “criticamente” a ruota. È la riprova che il progressismo ecologico della borghesia era prevalentemente una recita.

C'è invece un grande rimosso della discussione, che non riguarda i tempi e i modi della transizione, ma il suo risvolto sociale in regime capitalistico. Non solo all'interno dei paesi imperialisti (in assenza delle necessarie riconversioni), ma nel rapporto tra paesi imperialisti e popoli oppressi.

L'avanzata dell'auto elettrica si regge sul cobalto e sul litio. Come già peraltro i computer, tablet, smartphone. Litio e cobalto si estraggono soprattutto in Africa, tra Congo, Namibia, Ghana, Mali, Etiopia, Zimbabwe. Un libro dal titolo Rosso cobalto. Come il sangue del Congo dà energia alle nostre vite del ricercatore americano Siddharth Kara fornisce una documentazione spietata dello sfruttamento coloniale in atto.

Il 75% della fornitura mondiale di cobalto viene estratto nella Repubblica Democratica del Congo. Le centinaia di migliaia di minatori che lo estraggono sono prevalentemente bambini, che lavorano sino a 12-14 ore al giorno per una paga quotidiana tra gli uno e i due euro. La tossicità del cobalto si scarica sui loro polmoni causandone la malattia o la morte precoce.
Non va meglio per il litio, di cui lo Zimbabwe è il principale produttore. Le compagnie minerarie cinesi, australiane ed europee hanno condotto l'esproprio e la distruzione di villaggi per aprire le miniere del litio. La massa di contadini espropriati diventa l'esercito dei minatori. La corruzione allo scopo dei capi villaggio è parte dell'operazione. Anche qui il lavoro minorile è la regola. L'imperialismo cinese nel ramo la fa da padrone, i concorrenti arrancano, i minatori pagano.

Paga anche l'ambiente. In Congo, per fare un esempio, milioni di alberi sono stati abbattuti per fare spazio alle compagnie minerarie, i rifiuti tossici degli impianti di lavorazione sono scaricati nei corsi d'acqua e nelle campagne, la contaminazione si estende agli allevamenti animali ed ittici. È l'ecologia dell'imperialismo nel tempo della competizione globale.

Le raccomandazioni dei governi europei alle compagnie minerarie per il rispetto dei diritti umani e dell'ambiente sono una finzione penosa. Gli USA, la Gran Bretagna, la Cina fanno peraltro a meno persino della finzione. Accaparrarsi le miniere di cobalto e litio per difendere gli interessi dei propri capitalisti dall'insidia della concorrenza è ovunque l'unica vera legge. È la legge della giungla dell'imperialismo nella stagione della competizione globale. Il Piano Mattei, la nuova attenzione per l'Africa, sono solo una copertura diplomatica della partecipazione italiana al saccheggio.

Solo l'abbattimento di questo sistema sociale criminale, e la riorganizzazione su basi nuove dell'economia mondiale, potrà liberare gli sfruttati e porre termine alla distruzione dell'ambiente.
Il capitalismo ecologico è una contraddizioni in termini. Solo una rivoluzione socialista può colorare di verde il futuro liberando al tempo stesso l'umanità.

Partito Comunista dei Lavoratori

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