Teoria

DICHIARAZIONE DI VOTO DI LUCIO MANISCO

PERCHE' SOSTENGO E VOTO IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI DI MARCO FERRANDO, FRANCO GRISOLIA, EUGENIO GEMMO E DEGLI ALTRI SUOI CANDIDATI NELLE ELEZIONI DEL 13-14 APRILE 2008.

10 Aprile 2008




Perché le alternative sono votare per:

- Una tendenza culturale di un ex-partito liquidato e liquefatto in un cartello elettorale arlecchino più che arcobaleno da frullare poi in un progetto di sinistra europea mai decollato e che non potrà mai decollare per la diffidenza d'oltralpe nei confronti del suo ideatore e dei suoi trascorsi;

- Per dei deputati e senatori pacifisti, antimilitaristi e socialisti che nell'ultima legislatura hanno votato con riluttanza più o meno palese per il finanziamento delle missioni belliche nazionali in medio oriente, per gli aumenti dei bilanci della difesa e per un'interrotta devastazione dello stato sociale;

- Per il bipartito trasversale veltrusconiano i cui unici comuni denominatori sono la subordinazione servile alla superpotenza statunitense, la partecipazione alle sue fallimentari guerre neo-coloniali, la sottaciuta corresponsabilità per la tortura e la violazione dei diritti umani codificate e legalizzate dal presente inquilino della Casa Bianca e da tutti i candidati alla sua successione, l'adesione al modello economico di una globalizzazione a stelle e strisce che sta precipitando il mondo intero in una crisi peggiore di quella del 1929, la resa incondizionata al fondamentalismo religioso, oscurantista, anti-islamico, papista dei Ratzinger & Co.;

- L'astensione, la non partecipazione cioè a quella che a tutti gli effetti nei metodi e nella sostanza è una competizione elettorale falsata, sotto molti aspetti fraudolenta, gestita da una casta indegna e corrotta; è una scelta motivata e meritevole di rispetto ma che non mi sento di condividere perché presumo di conoscere i presupposti e di poter anticipare la catastrofe che incombe sul mio paese, sui suoi lavoratori, sul mondo intero; perché l'esperienza storica e quella personale negli Stati Uniti mi ha insegnato che dall'astensione di massa traggono linfa vitale i sistemi capitalistici più autoritari e liberticidi soprattutto quando l'economia va a rotoli. E a chi mi dice che un voto per il Partito Comunista dei lavoratori è un voto di testimonianza, minoritario ed ininfluente rispondo con la battuta di Robert Kennedy poco prima del suo assassinio quando ascoltava le mie invettive contro la guerra nel Vietnam: "Hai ragione ma è sempre meglio mantenere accesa la fiammella di una candela che trascorrere il resto dell'esistenza a maledire le tenebre".

Il Partito Comunista dei lavoratori non si limita a maledire le tenebre ma cerca con determinazione e coraggio di gettar luce sulle uniche, praticabili vie d'uscita dal baratro aperto dal capitalismo mondiale e da quello straccione italiano, partendo dall'assioma che il comunismo è il movimento che abolisce lo stato di cose presente. E non una tendenza culturale.

E' il partito i cui fondatori si sono sempre battuti contro la guerra senza se e senza ma, respingendo l'ignobile versione del "ni alla guerra senza me e poi chi sa, ti ritiri tu, tiritirità"; chiede il ritiro immediato delle truppe italiane dalle missioni che sono tutto fuorché di pace ma sotto comando statunitense contribuiscono alla sanguinosa repressione della resistenza all'occupazione militare in Irak e in Afganistan e a quella israeliana nei territori occupati. E di fronte all'incombente minaccia di un'offensiva aeronavale statunitense e israeliana contro l'Iran denunzia con sdegno il proposito di un ex-ministro della difesa e dell'Ambasciatore a Washington secondo cui l'Italia "farà la sua parte" in un'anticipata grande guerra mediorientale.

E' il partito dei lavoratori, con i lavoratori, per i lavoratori che sa benissimo di chi saranno le lacrime e il sangue nell'anticipazione programmatica del pregiudicato che con o senza inciuci assumerà le redini del potere dopo il 14 del corrente mese; non saranno certo le lacrime e il sangue dei correntisti multimiliardari nelle banche del Lichtenstein. E' il partito che vuole restituire al controllo dei piccoli risparmiatori quelle banche rette da vere e proprie organizzazioni criminali che li hanno frodati con rapine tipo Parmalat, Cirio, "subprime loans" e derivati. E così con i salari minimi ai disoccupati, con i precari impiegati a tempo indeterminato, con il diritto alla casa incentivato come nel resto d'Europa da una tassazione progressiva sui proprietari che le tengono a lungo sfitte.

E poi, viva la faccia, è l'unico partito laico, laicista, anticlericale che di fronte alle selvagge invadenze nella sfera dei diritti civili e in quella legislativa e istituzionale della nostra repubblica propone misure correttive come la restituzione allo stato dei privilegi fiscali sugli edifici non di culto ammontanti a più di sei milioni di euro elargiti a piene mani da tutti i precedenti governi papisti di destra e di sinistra, la confisca dei beni ecclesiastici dediti al lucro e acquisiti con i metodi pre-unitari del patrimonium sancti petri, l'abrogazione dei finanziamenti anticostituzionali delle scuole private e via dicendo.

Voterò così per il Partito Comunista dei Lavoratori anche per non venire a vie di fatto con la mia immagine quando mi farò la barba dopo il 14 aprile del 2008 sulle note di God bless America.

Lucio Manisco

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