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L' ANTILENINISMO DI LOTTA COMUNISTA

20 Maggio 2010

Lotta Comunista è un organizzazione di estrema sinistra antiparlamentare. Nata nel 1965 dalla fusione di due correnti del movimento operaio: i GAAP (gruppi anarchici di azione proletaria) aderenti alla FCL (federazione comunista libertaria successivamente espulsi dalla FAI federazione anarchica italiana a seguito della "svolta" marxista-leninista di tale gruppo) e il gruppo Azione Comunista espulso dal PCI a seguito della posizione presa a favore degli insorti ungheresi del 1956, duramente repressi dai carri armati sovietici. Fondatore e capo di Lotta Comunista, sino al 1995 data della sua morte, fu Arrigo Cervetto.

Lotta Comunista, nell’arcipelago delle forze dell'estrema sinistra, si schiera o almeno sostiene di farlo, nel campo delle correnti della "sinistra comunista" ovvero quelle internazionaliste e antistaliniste. Ma nonostante i suoi dibattiti, conferenze e proclami pro partito rivoluzionario Lotta Comunista rappresenta la peggior mistificazione del leninismo e uno degli ostacoli più grandi per la costruzione di un vero partito comunista. Vediamo perchè.





IL PARTITO DI LENIN E QUELLO DI CERVETTO






IL PARTITO DI LENIN





Tutti converranno, probabilmente, che il principio di una ampia democrazia implica le seguenti condizioni necessarie: in primo luogo la completa pubblicità e, in secondo luogo, l'elettività di tutte le funzioni... 1





La storia del partito bolscevico al contrario di quanto la falsa storiografia stalinista ha tentato di far apparire e di quanto i "cervettiani" si sforzano di distorcere è la storia di un partito aperto alla discussione e non al monolitismo fatto cieca obbedienza al capo, che sia lo Stalin o il Cervetto di turno.



Sin dalle sue origini il partito di Lenin ha avuto un percorso caratterizzato di scissioni, ricomposizioni e lotte intestine.





Nel 1903 durante il secondo congresso della Socialdemocrazia Russa tenutosi a Bruxelles e a Londra si creò la prima frattura all'interno del partito. Le divergenze nacquero quando nel congresso si pose la questione dello statuto. Da una lato vi era la maggioranza ( bolscevichi in russo) guidata dal Lenin che affermava :"E ' considerato membro del partito chiunque ne accetti il programma e lo appoggi sia materialmente che con la partecipazione personale, all'interno di delle organizzazioni di partito".2

Dall'altro lato vi era la minoranza ( menscevichi in russo) che con Martav, il suo leader, affermava." E' considerato membro del partito chiunque ne accetti il programma, lo appoggi materialmente, e presti una regolare cooperazione personale sotto la direzione di una delle sue organizzazioni".

Questa differenza può sembrare una differenza di poco conto, ma in realtà la proposta di Lenin era rivolto ha forgiare un organizzazione di quadri, centralizzati, pronti ad egemonizzare il futuro processo rivoluzionario.



Tra il 1907 e il 1908 Lenin affrontò la lotta con gli "otzvisti" ( "richiamatori" in russo) questi corrente all'interno della frazione bolscevica voleva "richiamare" i rappresentanti socialdemocratici dalla Duma, gli otzovisti reputavo deleterio la partecipazione della Socialdemocrazia alle istituzioni di stato. Lenin la pensava in modo diametralmente opposto, questo è un esempio tipico del metodo leninista, secondo Lenin ci si doveva servire- fece approvare un documento durante una riunione di partito- della Duma come di una piattaforma per l'agitazione rivoluzionaria. 3



Per Lenin, dunque, era essenziale un partito centralizzato e disciplinata, ma al tempo stesso il partito doveva avere piena libertà di discussione e libertà di voto: "Abbiamo accettato il principio del centralismo democratico, la garanzia dei diritti di ogni minoranza e di ogni opposizione leale, l'autonomia di ogni organizzazione di partito, l'elettività, la responsabilità e la revocabilità di tutti i funzionari di partito"4



"IL principio del centralismo democratico e dell'autonomia delle istanze periferiche significa appunto libertà di critica in ogni sede, purché non violi l'unità nelle azioni concrete".5


Negli stessi anni sino al 1910 un ennesima divergenza divampò nelle file della frazione bolscevica, quella dell’ "ultimatismo". La frazione ultimatista, chiamata così perchè voleva che la delegazione socialdemocratica alla Duma ricevesse un ultimatum con l'imposizione di assumere una posizione intransigente di principio, era attiva particolarmente a Pietroburgo. Gli ultimatisti tra cui si annoverano Bogdanov, Aleksinskij assunsero una posizione molto rigida anche sulla questione sindacale e sulla attività legale del partito.



Negli anni a seguire la frazione di Lenin fu immersa nella discussione riguardante la "costruzione di Dio" ( empirocriticismo). Questo dibattito filosofico animato da Gorkij e Lunacarskij si legava con l'idea mistica, tratta dalla filosofia di Mach e Bogadoanv, per cui il socialismo era una sorta di religione...



Ci fu anche la discussione avanzata dai "conciliazionisti" montata da Rykov, Nogin, Kamenev e altri. I conciliazionisti volevano l'unità politica sostanziale con la frazione dei menscevichi.


Le divergenze( sempre pubbliche) tra i dirigenti del partito/frazione bolscevico non si arrestarono neanche durante la rivoluzione di ottobre.



Sino all'aprile del 1917, Lenin, ovvero sino alla pubblicazione delle famose "Tesi d'aprile" vi fu una spaccatura forte all'interno del partito.

La "Pravda", diretta da Stalin, si era rifiutata nei primi mesi del 17 di pubblicare tre delle quattro "lettere da lontano" scritte da Lenin in esilio, secondo cui non bisognava sostenere il governo provvisorio, ma occorreva preparare la rivoluzione proletaria, trasformare la guerra imperialista in guerra civile e rifiutarsi di cadere in un atteggiamento "socialpatriottico". Insomma la destra dei bolscevichi guidata da Kamenev e Stalin non lesinava in quanto ad opposizione verso Lenin e Trotskij.



Ancora sempre nel 1917 poco prima della presa del palazzo d'inverno Zinoviev e Kamenev espressero il loro dissenso, su il giornale vicino all'area menscevica di Gorkij sulla conquista del potere.



Riazanov e Lovonskij, sempre con il libero dibattito, votarono contro lo scioglimento (proposta bolscevica) dell'assemblea costituente.



Nel 1918, prima della firma del trattato di pace di Brest-Litovsk, la sinistra bolscevica capeggiata da Bucharin espresse quasi quotidianamente su una rivista fatta su misura la loro posizione di contrarietà alla firma del trattato.

IL bolscevico Ossinskij propose, nel 1918 sulla rivista" Kommunist" una gestione dell'industria lontana dalla allora concezione del partito.

Ancora non possiamo dimenticare le correnti che si vennero a formare nei primissimi anni 20 come: l'opposizione operaia, il gruppo la verità operaia, il gruppo di Ignatev, l'opposizione centralista democratica ecc...6

Insomma il partito di Lenin era un organizzazione viva e forgiata nel dibattito interno. Certo qualcuno potrà obbietterà che la scelta, del X congresso, di vietare la formazione di frazioni fu una scelta contraddittoria rispetto al percorso politico svolto sino allora dal bolscevismo. Naturalmente la proibizione delle correnti organiche, alla luce dei fatti ( soprattutto per l'uso strumentale che ne fece Stalin), non fu una scelta felice, ma va anche ricordato che Lenin non arrivò mai a misure amministrative, militaresche di repressione nei confronti di alcuni e per di più Lenin arrivò a proibire momentaneamente e solamente ( causa difficoltà delle economia russa) le frazioni, ma non le tendenze. Quindi la libera discussione interne rimaneva, seppur nei confini del partito, inalterata.

IL partito di Lenin e di Trotskij non era un docile strumento che eseguiva gli ordini senza pensare, ma era un organizzazione costituita da comunisti che avevano una determinata sensibilità politica basata sulla propria formazione fatta di sfumatore e diversità di opinione ( leggere i Protocolli del Partito Bolscevico).



IL PARTITO DI CERVETTO.



Alcuni aspetti del funzionamento, interno, di Lotta Comunista non sono noti ( credo neanche ai propri dirigenti Sic!). Ma la modalità principale della sua gestione è conosciuto a tutti. In Lotta Comunista vige il " centralismo dialettico" ( dolce eufemismo per definire una gestione interna dell'apparato militaresca, amministrativa e nei fatti stalinista). Ovvero non si vota, non si discute, non si eleggono i dirigenti e non vi sono correnti. Questo aspetto del tutto incettabile, come abbiamo visto, per un antistalinista- probabilmente Lotta Comunista ha ereditato questo iper centralismo dal movimento anarchico da cui nasce - non solo per il metodo profondamente autoritario, ma anche e soprattutto per l'enorme contraddizione antileninista. Insomma i dirigenti di Lotta Comunista si affrettano a definirsi Leninisti ( vedere la vidimazione nella testata del loro giornale), ma nei fatti la loro struttura interna non è molto dissimili alle pratiche ipercentralistiche dell'apparato burocratico del partito comunista staliniano. La dirigenza dunque ( i vari La Barbera e Pastorino, i subentrati alla morte di Cervetto, nel 1995) nominata (?), acclamata a mo' di partito bulgaro decide “la linea”, mentre gli altri "possono" e devono solo diffondere il giornale omonimo. Non vi sono discussioni interne, non vi possibilità di votare, di portare un qualsiasi ordine del giorno. Questo ( Sic!) è il leninismo di Lotta Comunista.

Se inoltre si vogliono avere ancora ulteriori delucidazione sui metodi di Lotta Comunista vi segnalo alcuni link , naturalmente per chi ha il tempo di "spulciarli" si possono trovare delle cose curiose su Lotta Comunista :

www.rottacomunista.org (ex di Lotta comunista ) ://giovaninternazionalisti.forumcommunity.net. e infine www.internazionalism.org


L'INTERNAZIONALISMO DI LENIN E QUELLO DI CERVETTO


Lenin e i bolscevichi durante lo scoppio della prima guerra mondiale, dopo il tradimento delle forze socialdemocratiche le quali si schierarono al fianco delle proprie potenze imperialiste, decisero di costruire una nuova internazionale. Nella battaglia per la costruzione dell’ Internazionale comunista Lenin mise la centro come fondamento una politica del raggruppamento. Lenin e Trotskij lanciarono, su dei principi, un appello rivolto a tutte le organizzazione comunisti nell'intento di costruire una nuova internazionale.



E' pienamente comprensibile che, per realizzare un internazionale comunista necessario preparare partiti marxisti indipendenti nei diversi paesi. La Germania essendo il paese del più vecchio e forte movimento operaio, ha un importanza decisiva. IL prossimo avvenire dimostrerà se sono già mature le condizioni per la creazione di una nuova internazionale marxista. Se si, il nostro partito entrerà con gioia in una III Internazionale purificata dall'opportunismo e dalla sciovinismo... In funzione di tale necessità Lenin e i bolscevichi si sforzarono di estendere il minuscolo gruppo di alleanti in seno al movimento internazionale.7



Un metodo quello di Lenin che va a cozzare con le modalità di amministrative di costruzione ( internazionaliste) dei figli politici di Cervetto.

Lotta Comunista, mentre sventola un anomalo internazionalismo ( frutto di un mix di fede cieca (con tanto di feticismo cervettiano ) e solidarietà internazionale, non fa niente per costruire una nuova organizzazione internazionale. IL suo internazionalismo ( se così marxisticamente possiamo definirlo) si limita alla filiazione di se stessa, come una sorta di replicante modello Blade Runner. Si installa e costruisce qualche piccolo "circolo operaio" ( che spesso sono soggetti a chiusura o a nessuna proliferazione) in qualche città europea, ad esempio Valenzia e Nizza. Insomma l'esatto opposto del metodo di Lenin... Nei fatti si definiscono leninisti, ma sono senza una internazionale. Per usare una metafora è come definirsi vegetariani dopo aver pasteggiato con porchetta e salsiccia....

Ma ancora.



Per chi ha avuto modo di leggere i primi 4 congressi dell'Internazionale Comunista con Lenin in vita non solo avrà modo rendersi conto delle modalità di costruzione di tale organismo, ma anche quanto sia distante il programma di Lenin dal quello dei sedicenti leninisti di Lotta Comunista.



Nella formulazione delle rivendicazioni transitorie, nel fronte unico vi è un abisso tra i bolscevichi i bordighisti di Lotto Comunista. E' arci noto, ad esempio, che L.C. non partecipa a manifestazioni contro la guerra, per il ritiro delle truppe italiane, per i diritti civili, ecc definendole piccole borghesi. Ovviamente in barba al metodo di Lenin e alle "egemonia" leninista.

Non solo Lenin reputava fondamentale e spingeva i propri militanti a partecipare a tutte le manifestazione e iniziative di classe, ma lanciava appelli e proclami di unità d'azione con le altre forze del movimento della sinistra ed era sempre attento alle evoluzioni politiche.



In quel mese di giugno del 1920, l'atmosfera di Mosca aveva qualcosa di esaltante, vi si sentiva ancora fremere la rivoluzione in armi... Dal suo osservatorio del Cremlino seguiva attentamente i lavori preliminari del Congresso. Due delle tesi principali erano state scritte da lui ed egli si riprometteva di partecipare attivamente ai lavori, sia delle commissioni che delle sedute plenarie. Per la prima volta dopo la rivoluzione gli era consentito riprendere contatto con i comunisti d'Europa, dell'America e dell'Asia..8





Dalla partecipazione a manifestazioni indette da "piccolo borghesi" come quella della Russia Zarista del 1905 diretta dal Pope Gapon, oppure alla partecipazione di Conferenze unitarie come quella di Zimmerwald del 1915 a cui parteciparono alcuni menscevichi ( udite , udite...) Insomma il metodo di Lenin è sempre stato lo stesso inserirsi nelle contraddizioni della lotta di classe per conquistare la massa alle posizioni rivoluzionarie. In Lotta Comunista, invece, avviene esattamente il contrario. Si diffonde un giornale in attesa del' ora x. Si lucidano le armi in attesa della rivoluzione... La vecchia stantia e per di più sconfitta dalla storia posizione Bordighiana ( ulteriormente esasperata) dall'attendismo rivoluzionario. Tanto che tale posizioni ( il rifiuto della transitorietà delle rivendicazioni) li portò nel 1981 a non votare il referendum sull’ 'aborto , considerato da LC come fenomeno piccoloborghese, così come è criticata come sempre piccolo borghese la fecondazione assistita. Tutto questo senza alcuna considerazione per il genere femminile e i diritti delle donne all’autodeterminazione. Insomma la più becera demenza politica del bordighismo.



L'USO DELLE TRIBUNA PARLAMENTARE E IL BORDIGHISMO DI LOTTA COMUNISTA



Uno degli aspetti caratterizzanti, da sempre, della politica di Lenin fu l'utilizzo della tribuna parlamentare. Un episodio esemplificativo, della vita politica di Lenin, a tal riguardo si verificò sulla questione del boicottaggio alla Duma ( una sorta di parlamento con limitati poteri). Nel 1906 nella file del Partito Socialdemocratico ( bolscevichi e menscevichi si erano "formalmente unificati al IV congresso di Stoccolma) si ebbe un accesa discussione riguardante la partecipazione alle elezioni della Duma. In due occasioni, uniche nella storia, Lenin votò con i Menscevichi per la partecipazione del partito alle elezioni . Così nelle elezioni supplementari della I Duma in Georgia nel 1906 e alla conferenza del partito che si tenne nel 1907 per la partecipazioni della Socialdemocrazia alle elezioni della II Duma Lenin si schierò al fianco dei menscevichi, del Bund, in opposizione a i Bolscevichi Bogdanov, Lunacarskij che erano per il boicottaggio. Lenin aveva capito che questo strumento sarebbe stato una sorta di megafono per la propaganda rivoluzionaria.



E' molto facile manifestare il proprio spirito rivoluzionario limitandosi a lanciare ingiurie contro l'opportunismo parlamentare, limitandosi a respingere la partecipazione al parlamento: ma appunto perchè troppo facile, questa non può essere la soluzione del difficile, difficilissimo problema. 9



E' dimostrato che persino alcune settimane prima della vittoria della repubblica sovietica, e persino dopo questa vittoria, la partecipazione a un parlamento borghese non solo non danneggia il proletariato rivoluzionario, ma lo aiuta a dimostrare alle masse perchè questi parlamenti meritano di essere sciolti. 10



Ve ne sarebbero ancora moltissime di citazioni, avvenimenti storici da elencare su tale vicenda, su come Lenin reputasse essenziale la partecipazione alle elezioni politiche, nell'Estremismo malattia infantile del comunismo Lenin demolisce le posizioni dell'ultrasinistra ( anche bordighista) . Una critica quella Lenin fatta dalle pagine dell'Estremismo ancora molto attuale se dialettizzate alle posizioni odierne di Lotta Comunista. Lotta Comunista rivendica ( definendosi leninista...) il testo di Lenin, ma lo destruttura completamente e, nei fatti, pratica quelle posizioni attendiste minoritarie, antileninisti, ottuse e settarie nell’attesa millenaristica dell’inevitabile rivoluzione e dell’avvento, che comunque avverrà in un futuro lontano ed imprecisato, di un non meglio identificato “comunismo”.



LO SFACCIATO OPPORTUNISMO SINDACALE DI LOTTA COMUNISTA


Da sempre, da almeno 50 anni, Lotta Comunista - stando alla loro tesi del 1957- stiamo vivendo in una "fase controrivoluzionaria" dunque l'unica via da praticare e sostituire la burocrazia riformista ( CGIL) con quella rivoluzionaria ( Lotta Comunista sic!). Naturalmente per eseguire tale operazione Lotta Comunista non sdegna le peggiori pratiche opportunistiche. Ha sostenuto per anni i vertici burocratici e opportunisti della corrente ( IPER CONCERTATIVA) interna alla CGIL denominata "lavoro e società".



Nell'ultimo congresso della CGIL ( con tutti i suoi limiti) si sono scontrati due documenti: la maggioranza guidata da Epifani e dai suoi uomini d'apparato e la minoranza che, tra mille contraddizioni, è stata sostenuta anche da un area antagonista. Lotta Comunista nel congressi ove ha potuto... ha sostenuto ordini del giorno "unitari" tra le due tendenza ( da far risvegliare la mummia di Lenin e azzannare la dirigenza di Lotta Comunista!). Motivando il tutto che "in questa fase" il capitalismo non è nè morto e nè in crisi e dunque qualsiasi tentativo di lotta rivoluzionaria ad oltranza si trasformerebbe, in partenza, in una inevitabile sconfitta per movimento operaio.

In più i sindacalisti di Lotta Comunista sono complici, nei limiti della loro comunque scarsa presenza effettiva, delle svendite delle lotte sindacali, per prendere poltrone all’ombra dei dirigenti della Cgil, con la scusa, appunto, di “strappare il sindacato ai vertici riformisti”.... Per ulteriori informazioni visitare il sito ,www.sinbase.org , si riportano resoconti di riunioni in cui si accenna anche al ruolo antioperaio ed alle pratiche clientelari di Lotta all’interno della Cgil locale, soprattutto nella Culmv (vedi il resoconto del 30/9/2008).

Sono i contrari a qualsiasi sciopero generale, non hanno tattica, strategia rivoluzionaria. IL grande partito di Lenin che creava conflitto, si inseriva nella più ampie contraddizioni del sistema accelerando il conflitto è divenuto nella compresione del cosiddetto "partito scienza" di Lotta Comunista un cumulo di militanti "commercianti" capaci solo a vendere qualche copia di giornale...




IL TROGLODITISMO POLITICO DI LOTTA COMUNISTA


Ora dopo questo articolo risponderanno ( ai loro non mi risulta che LO abbia un sito politico, essendo un organizzazione rivoluzionaria...tutto deve rimaner celato) che, chi parla male di loro è un borghese (improbabile visto il mio reddito), uno stalinista ( difficile visto le mie idee pubbliche al rigurdo) o un frustato ex membro di Lotta Comunista che, uscito dall'organizzazione, pieno di livore perchè in passato ha avuto problemi all'interno di LO ( avrò avuto una relazione di troppo... questo l'unico aspetto che non mi sento di escludere) o peggio ancora come dicono, del portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori, di Marco Ferrando ( anche lui, come me, ex militante di Lotta Comunista ) :" E' uscito perchè voleva farsi le canne", a parte che non ci sarebbe nulla di male, ma - solamente per onestà intellettuale- andrebbe specificato e detto ai "simpaticissimi" dirigenti di Lotta Comunista di volgere a Ferrando , se fosse possibile, delle critiche politiche o perlomeno plausibili visto che Ferrando non ha mai fumato in vita sua... Una setta pettegola questa è Lotta Comunista , l'Opus Dei dell'estrema sinistra ( estrema come abbiamo visto neanche molto). Un organizzazione eretta su un giornale , anch'esso nella sua funzione profondamente antileninista ( vedere a tal riguardo volume primo opere scelte di Lenin), sofistico pieno solo di cifre e numeri. Un giornale senza una linea politica, senza una analisi sociale degli avvenimento e senza un'analisi delle soggettività politiche. Un partito politico che istruisce i suoi militanti non alla comprensione delle avvenimenti e al dibattito politico, ma all'uso del "latinorum" di manzoniana memoria una sorta ( passatemi il termine, senza offesa) di "supercazzola".



I giovani militanti vengono utilizzati al compimento delle 16 ore mensile di diffusione, gettati nella vendita della loro materiale di propaganda e congelati da qualsiasi lotta politica. Anche se è altrettanto vero che i giovani in Lotta Comunista non rimangono molto nelle file del partito, il turn over è ampissimo. La dirigenza cerca di trattenerli sino alla campagna nazionale di autofinanziamento che Lotta Comunista svolge nel periodo estivo tirando fuori , con la diffusione, cifre enormi di denaro ( ho avuto modo di essere un loro tempo pieno e so quanto nella sola sezione di Pisa , parlo del 1997-98 si riusciva a racimolare).



Ora eluso alcuni suoi testi ( per altro carissimi, alla faccia del "copeco operaio" di leniniana vulgata) buoni e utili dal punto di vista storica, in particola modo quelli della casa editrice Panta Rei, Lotta Comunista rimane organizzazione neo bordighista, senza nè arte e nè parte, dedita solo alla sua sopravvivenza e dei suoi funzionari.



Eugenio Gemmo D.N. PCL









1 Lenin Che fare?

2 Zinoviev Storia del Parito Comunista Russo

3 IL PCUS Nelle risoluzioni ( IV conferenza)

4 Lenin Opere complete VOL 10

5 Lenin Opere complete VOL 10

6 R.V Daniels La coscienza della rivoluzione
7 P. BROUE " RIVOLUZIONE IN GERMANIA"

8 A. Rosmer " A Mosca al tempo di Lenin"

9 Lenin Opere scelte VOL 6

10 Lenin Opere scelte VOL 6

Eugenio Gemmo Diez. Nazionale PCL

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